Le vere origini della Befana

Si trova menzione del termine “Befania” già nel XIV secolo, quale corruzione lessicale di “Epifania” (epifàneia) che gli antichi greci utilizzavano per indicare “l’azione o la manifestazione di una qualsiasi Divinità attraverso miracoli, visioni, segni, ecc.”

Secondo le credenze degli antichi romani 12 notti dopo il Sol Invictus, quindi nella notte che cadeva tra il 5 e il 6 del mese di Giano (gennaio), vi erano delle misteriose figure dalle sembianze femminili che volavano sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri.

A guidarle secondo alcuni era Diana, Dea lunare legata anche alla vegetazione, secondo altri poteva trattarsi invece di Divinità minori come Satia (sazietà) o Abundia (abbondanza).

Non riuscendo a sradicare tali pagane consuetudini, la Chiesa istituì per il 6 gennaio la celebrazione di una delle sue Festività più solenni: l’Epifania.

Questo antico mito precristiano tuttavia sopravvisse e nel medioevo assunse le sembianze della Befana, rappresentata come una strega che vola su una scopa nella notte per portare dei doni ai bambini “buoni” (Buona Gente).

Chi desiderasse propiziare il buon andamento dell’anno – e chiedere protezione dalle insidie della vita – in questa magica notte (che è uno dei “momenti magici” dell’anno) può compiere il Rito della Befania che si trova descritto nel libro Il Vangelo di Diana, oppure nel Grimorio di Aradia: Insegnamenti Riti e Incantesimi della Vecchia Religione (che contiene anche una versione speciale e modificata del suddetto libro).

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Santa Lucia e il Solstizio d’Inverno

La figura di Santa Lucia, la Santa Patrona della Luce, discende probabilmente dall’antica Divinità etrusca Losna o Lusna.

Lucia deriva da LUX, Ella è la luminosa, Ella è la splendente, e la sua ricorrenza è il 13 dicembre.

Tale festa anticamente – con il calendario giuliano – cadeva in prossimità del Solstizio d’Inverno, che venne poi spostato al 21-22 di dicembre con l’introduzione del calendario gregoriano, nel 1582.

La festa di Santa Lucia rappresenta quindi il vecchio Solstizio d’Inverno.

In memoria di tale antica ricorrenza rimase il detto “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia”.

Tratto da Il Grimorio della Strega: Incantesimi, Invocazioni, Amuleti e Divinazioni scritto da Charles Godfrey Leland, 1892.

Questo grimorio contiene riti, oracoli e incantesimi di stregoneria antica e descrive anche alcune pratiche del culto dei Santi paganamente intesi, tra cui 3 pratiche per la cura degli occhi in cui si invoca Santa Lucia.

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