Lunario 2018

Prega la Luna quando è rotonda, la tua fortuna allora abbonderà, ciò che cerchi sarà trovato sul mare o sulla terraferma”.

L’adorazione della Luna è molto antica, viene accennata come cosa proibita nel Libro di Giobbe.

Fin dall’antichità le streghe hanno fatto i loro incantesimi alla luce della Luna, compiendo rituali legati alla magia lunare.

Gennaio
Luna crescente: 1
Plenilunio: 2
Luna calante: dal 3 al 16
Novilunio: 17
Luna crescente: dal 18 al 30
Plenilunio: 31

Febbraio
Luna crescente: dall’ 1 al 14
Novilunio: 15
Luna crescente: dal 16 al 28

Marzo
Luna crescente: 1
Plenilunio: 2
Luna calante: dal 3 al 16
Novilunio: 17
Luna crescente: dal 18 al 30
Plenilunio: 31

Aprile
Luna calante: dall’ 1 al 15
Novilunio: 16
Luna crescente: dal 17 al 29
Plenilunio: 30

Maggio
Luna calante: dall’ 1 al 14
Novilunio: 15
Luna crescente: dal 16 al 28
Plenilunio: 29
Luna calante: dal 30 al 31

Giugno
Luna calante: dall’ 1 al 12
Novilunio: 13
Luna crescente: dal 14 al 27
Plenilunio: 28
Luna calante: dal 29 al 30

Luglio
Luna calante: dall’ 1 al 12
Novilunio: 13
Luna crescente: dal 14 al 26
Plenilunio: 27
Luna calante: dal 28 al 31

Agosto
Luna calante: dall’ 1 al 10
Novilunio: 11
Luna crescente: dal 12 al 25
Plenilunio: 26
Luna calante: dal 27 al 31

Settembre
Luna calante: dall’ 1 all’ 8
Novilunio: 9
Luna crescente: dal 10 al 24
Plenilunio: 25
Luna calante: dal 26 al 30

Ottobre
Luna calante: dall’ 1 all’ 8
Novilunio: 9
Luna crescente: dal 10 al 23
Plenilunio: 24
Luna calante: dal 25 al 31

Novembre
Luna calante: dall’ 1 al 6
Novilunio: 7
Luna crescente: dall’ 8 al 22
Plenilunio: 23
Luna calante: dal 24 al 30

Dicembre
Luna calante: dall’ 1 al 6
Novilunio: 7
Luna crescente: dall’ 8 al 21
Plenilunio: 22
Luna calante: dal 23 al 31

Letteratura dedicata

Nel libro Striaria: Grimorio di Stregoneria Rituale è descritto come celebrare una Tregenda Lunare, ovvero un Sabba in luna piena.

Nel seguito – Striaria: Il Culto delle Streghe – invece si trova descritto il Rito del piede della Strega, da compiersi durante il plenilunio.

Entrambi questi rituali sono contenuti anche nel prestigioso Grimorio di Striaria: insegnamenti e pratiche occulte del culto segreto delle streghe

Per chi pratica il Culto di Diana, nel libro Il Vangelo di Diana è descritto il Rito del plenilunio, che si trova contenuto anche nel prestigioso Grimorio di Aradia: insegnamenti, riti e incantesimi della Vecchia Religione

Per chi pratica la Wicca, nel libro Wicca: la nuova era della Vecchia Religione può trovare descritta la celebrazione di un Esbat in congrega.

Infine, per chi pratica il Culto di Lilith, nel libro Il Culto di Lilith – Il Velo Nero della Vergine Oscura è descritto il Rito di offerta che deve essere celebrato ad ogni novilunio, in luna nera.

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Lunario 2018 Aradia Edizioni

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La Ruota dell’Anno – Feste pagane

Samhain
31 ottobre/1 novembre – Conosciuta anche come Festa delle Ombre e festeggiata dai diurni come Halloween, è la terza e ultima Festa del Raccolto e rappresenta sia la fine che l’inizio dell’anno rituale, un momento di transizione in cui il Velo che separa i nostri mondi si assottiglia: è la Notte degli Spiriti, il momento più propizio in cui i vivi possono comunicare con i morti e quindi la più importante celebrazione del Culto degli Antenati.

Yule
21/22 dicembre – Conosciuta anche come Festa delle Luci, è l’antica Festa di Mezzo Inverno e celebra l’avvento dell’Antico Dio dalla lunghe corna, che avrà luogo con il Solstizio d’Inverno, che rappresenta simbolicamente la rinascita del sole e quindi una prosecuzione della vita dopo la morte.

Imbolc
2 febbraio – Conosciuta anche come Festa delle Torce o Candelora, è la prima Festa della Fertilità, ma anche una celebrazione della luce, in quanto il periodo del lungo buio è quasi terminato. È un momento particolarmente propizio per invocare la protezione degli Antichi Dei, su di noi e sui nostri cari.

Ostara
21/22 marzo – Conosciuta anche come Primiera, è la seconda delle tre Feste consacrate alla Fertilità che cade in prossimità dell’Equinozio di Primavera e celebra il risveglio della vita e quindi un momento particolarmente adatto per propiziare la nostra prosperità, seminando ciò che vogliamo raccogliere a piene mani.

Beltane
30 aprile/1 maggio – Conosciuta anche come Calendimaggio, è la terza e ultima Festa della Fertilità, che ne rappresenta il culmine, in cui ha luogo il misterioso Grande Rito. È anche un momento particolarmente propizio per invocare l’amore e i buoni sentimenti nella nostra vita, attraendoli a noi.

Litha
21/22 giugno – Conosciuta anche come Festa delle Erbe, è l’antica Festa di Mezza Estate, celebra l’avvento della Grande Madre Primordiale, che ha luogo con il Solstizio d’Estate e che è rappresentato dalla terra che trabocca della sua fertilità ed è ormai pronta per regalarci i suoi dolci frutti. Anticamente era usanza raccogliere le erbe medicinali e quindi è un momento molto adatto per invocare la buona salute.

Lammas
1 agosto – Conosciuta anche come Festa del Raccolto, è la prima delle tre Feste consacrate al Raccolto e ne costituisce anche l’apice. È un momento particolarmente importante per ringraziare gli Antichi Dei per i loro generosi doni, affinché possiamo continuare a prosperare anche nei mesi che verranno.

Mabon
21/22 settembre – Conosciuta anche come Secunda, è la seconda Festa consacrata al Raccolto che cade in prossimità dell’Equinozio d’Autunno. Secondo le usanze della Vecchia Religione è un momento in cui rinnovare la propria scelta e riaffermare la propria libertà, mangiando il frutto proibito della conoscenza nel corso della celebrazione di un rituale molto particolare e misterioso.

Altre celebrazioni pagane

Befania
5/6 gennaio – Nel Culto di Diana si celebra il buon andamento dell’anno, invocando Domina Oriens (Diana) affinché possa concederti i suoi favori e proteggerti dalle insidie della vita.

Templum Dianae
13 agosto – È l’antica Festa di Diana, un momento particolarmente importante per ringraziare Madonna Horiente (Diana) per ogni grazia ricevuta e per propiziarsi i suoi favori anche per i mesi a venire.

Letteratura dedicata

È possibile approfondire la conoscenza di ognuna di queste importanti celebrazioni dell’anno rituale o magico attraverso una letteratura apposita che ne descrive anche il folklore, la simbologia e le antiche usanze connesse ad ogni festa.

Puoi trovare tutte queste interessanti informazioni nel libro La Vecchia Religione e su Vivere la Vecchia Religione puoi trovare anche descritto come celebrare in modo solitario ognuna di queste otto Feste del Fuoco che costituiscono la Ruota dell’Anno.

Per chi segue invece il cammino Wicca, può trovare una eccellente guida dedicata alla comprensione e alla celebrazione delle otto feste della Ruota dell’Anno nel libro La Visione del Sabba: i Rituali della Wicca, in cui troverai descritta anche la celebrazione del Grande Rito.

Per quel che concerne un ulteriore e diverso modo di celebrare la Festa delle Ombre o Notte degli Spiriti potrai trovare adeguate informazioni nel libro Striaria: Grimorio di Stregoneria Rituale (oppure nel Grimorio di Striaria) che contiene anche tutte le pratiche legate al Culto degli Antenati.

Per quel che riguarda infine le celebrazioni che fanno parte del Culto di Diana, ovvero la Befania e il Templum Dianae, potrai apprendere il folklore e le vecchie usanze di questi antichi riti solamente leggendo Il Vangelo di Diana (oppure nel Grimorio di Aradia) che illustra anche nel dettaglio come celebrarli.

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La ruota dell anno

Le vere origini della Befana

Si trova menzione del termine “Befania” già nel XIV secolo, quale corruzione lessicale di “Epifania” (epifàneia) che gli antichi greci utilizzavano per indicare “l’azione o la manifestazione di una qualsiasi Divinità attraverso miracoli, visioni, segni, ecc.”

Secondo le credenze degli antichi romani 12 notti dopo il Sol Invictus, quindi nella notte che cadeva tra il 5 e il 6 del mese di Giano (gennaio), vi erano delle misteriose figure dalle sembianze femminili che volavano sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri.

A guidarle secondo alcuni era Diana, Dea lunare legata anche alla vegetazione, secondo altri poteva trattarsi invece di Divinità minori come Satia (sazietà) o Abundia (abbondanza).

Non riuscendo a sradicare tali pagane consuetudini, la Chiesa istituì per il 6 gennaio la celebrazione di una delle sue Festività più solenni: l’Epifania.

Questo antico mito precristiano tuttavia sopravvisse e nel medioevo assunse le sembianze della Befana, rappresentata come una strega che vola su una scopa nella notte per portare dei doni ai bambini “buoni” (Buona Gente).

Chi desiderasse propiziare il buon andamento dell’anno – e chiedere protezione dalle insidie della vita – in questa magica notte (che è uno dei “momenti magici” dell’anno) può compiere il Rito della Befania che si trova descritto nel libro Il Vangelo di Diana, oppure nel Grimorio di Aradia: Insegnamenti Riti e Incantesimi della Vecchia Religione (che contiene anche una versione speciale e modificata del suddetto libro).

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befania

Santa Lucia e il Solstizio d’Inverno

La figura di Santa Lucia, la Santa Patrona della Luce, discende probabilmente dall’antica Divinità etrusca Losna o Lusna.

Lucia deriva da LUX, Ella è la luminosa, Ella è la splendente, e la sua ricorrenza è il 13 dicembre.

Tale festa anticamente – con il calendario giuliano – cadeva in prossimità del Solstizio d’Inverno, che venne poi spostato al 21-22 di dicembre con l’introduzione del calendario gregoriano, nel 1582.

La festa di Santa Lucia rappresenta quindi il vecchio Solstizio d’Inverno.

In memoria di tale antica ricorrenza rimase il detto “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia”.

Tratto da Il Grimorio della Strega: Incantesimi, Invocazioni, Amuleti e Divinazioni scritto da Charles Godfrey Leland, 1892.

Questo grimorio contiene riti, oracoli e incantesimi di stregoneria antica e descrive anche alcune pratiche del culto dei Santi paganamente intesi, tra cui 3 pratiche per la cura degli occhi in cui si invoca Santa Lucia.

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santa lucia

La Magia degli Antichi

Questo articolo si propone di analizzare brevemente l’essenza della Magia praticata dagli Antichi, nei secoli che intercorrono tra il medioevo e il XIX secolo.

La Magia degli Antichi è sempre finalizzata a sortire effetti obiettivo, non ha altri scopi se non quello di realizzare dei desideri di guarigione, d’amore, di morte, di protezione, di fertilità, di possesso materiale e carnale.

Questi sono, in linea di massima, gli scopi principali.

I riti sono semplici, brevi e diretti, basati prevalentemente sulla magia della parola (o della formula), del gesto e del fare, con un impiego minimo di oggetti che – quando sono presenti – è ridotto veramente all’essenziale, in particolare nella Magia popolare.

Questa semplicità, questa immediatezza, queste ritualità così scarne e di rapida esecuzione non devono trarre in inganno il lettore, abituato alla complessità che spesso caratterizza la moderna magia occidentale.

L’uomo antico non ha bisogno di molto, non vive nel disincanto, non ha bisogno di colmare il vuoto dettato dai dubbi e dalla razionalità con una miriade di oggetti e procedimenti sempre più lunghi e complessi.

L’uomo antico sa stare al suo posto, rispetta le regole, fa quello che deve fare senza esitazioni e senza dubitare, e i segreti se li tiene stretti.

La Magia degli Antichi si divide essenzialmente in tre grandi tipologie:

1) Magia popolare
– Stregoneria
– Fattucchieria
– Santeria

2) Magia dotta

3) Necromanzia

La Stregoneria basa i propri riti sul culto degli Antichi Dei, Leland sul finire del 1800 la definì come: “L’ultimo esempio della sopravvivenza di un culto magico-religioso precristiano miracolosamente perpetuatosi nel silenzio delle campagne e nel segreto di boschi incantati”.

La Fattucchieria è forse, a mio avviso, la massima espressione della magia pratica popolare, una sorta di Hoodoo, fatto di riti, formule, scongiuri, filtri e polveri misteriose. Spesso viene confusa con la stregoneria in quanto, trattandosi di un sincretismo, può contemplare anche riti stregoneschi.

La Santeria è il culto dei Santi, talvolta paganamente intesi, in questo caso dietro il nome e l’immagine di alcuni Santi del cattolicesimo si celavano antiche Divinità precristiane il cui culto in questo modo era sopravvissuto e poteva continuare ad essere segretamente professato.

Che si trattasse di spiriti di defunti, ritenuti depositari di poteri miracolosi quando furono terreni, o di antiche Divinità nascoste sotto false spoglie, la gente si rivolgeva ai Santi per ottenere delle grazie, in quanto aveva più fiducia in essi che nel Dio della Chiesa di Roma e nel suo esotico Messia.

Oggi è ancora così, il culto dei Santi e quello Mariano risultano preponderanti all’interno del cattolicesimo.

Se la Magia popolare era praticata prevalentemente dalle donne, la cosiddetta Magia dotta era invece una prerogativa esclusivamente maschile della classe agiata o se non altro colta, composta da chierici, notai, avvocati, medici, nobili.

Essa affondava le sue radici nella tradizione giudeo-cristiana, utilizzando salmi e orazioni tratti dalla bibbia per scopi magici, per realizzare talismani, talvolta per evocare “angeli” nella speranza di accordarsi dei favori, ma generalmente cercando di sottomettere dei “demoni” per costringerli ad eseguire la volontà del Magus.

La Necromanzia si rivolge invece ai morti, per interrogarli in cerca di presagi o per chiedere dei “favori”. Essa può contemplare anche le forme di magia più oscura, e in questo caso è da considerarsi la pratica più pericolosa in assoluto. Lo spiritismo sorto verso la metà del 1800 deriva dalla necromanzia, è una sorta di forma “bonaria” di essa – che in genere cerca solo di stabilire un dialogo con i defunti, normalmente i propri cari – tuttavia non priva di pericoli (vedi le importanti considerazioni e avvertenze contenute nel libro Vampiri).

Queste sono in sintesi le diverse espressioni della Magia praticata dagli Antichi, nell’arco temporale che è stato preso in considerazione.

Ritengo sia molto importante per il ricercatore moderno sapere come agivano gli antichi, prima che sorgesse la Società Teosofica di Madame Blavatsky e successivamente ad essa l’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata (meglio nota come Golden Dawn), prima della fondazione dell’Ordo Templi Orientis, prima dell’opera del celebre magista inglese Aleister Crowley.

A tale scopo Aradia Edizioni ha già pubblicato ben 5 libri sull’argomento che mostrano i diversi riti della Magia popolare nella sua completezza, e anche alcuni aspetti della Magia dotta, per il momento però senza prendere in considerazione la demonologia e l’angelologia.

Letteratura di riferimento

Questi sono i testi che sono stati selezionati da Aradia Edizioni per mostrare al lettore contemporaneo la Magia degli Antichi:

I Canti di Aradia: il Vangelo delle streghe italiane
Contiene antichi riti e incantesimi di stregoneria.

Il Grimorio della Strega: Incantesimi, Invocazioni, Amuleti e Divinazioni
Contiene riti, oracoli e incantesimi di stregoneria antica e descrive anche alcune pratiche del culto dei Santi paganamente intesi.

L’antica stregoneria italiana
È l’opera più completa per comprendere la stregoneria antica, la terza edizione (2015) contiene anche un apposito capitolo che mostra degli antichi incantesimi.

I rituali della Fattucchieria
Contiene oltre 60 riti, incantesimi e pratiche di fattucchieria.

Riti e formule magiche nel medioevo
Contiene oltre 80 pratiche tra riti, incantesimi, sortilegi, talismani, quadrati magici, che spaziano dalla Magia popolare alla Magia dotta.

I rituali descritti in questi testi sono ancora praticabili in quasi tutti i casi.

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La magia degli antichi

Halloween storia e significato

Halloween (un termine scozzese per indicare All Hallows’ Eve, ovvero la Vigilia di Ognissanti) è il nome profano che i diurni danno alla Festa delle Ombre, più comunemente nota come Samhain, che significa “fine dell’estate”.

Per le antiche popolazioni celtiche Samhain rappresentava infatti la fine della metà luminosa dell’anno (la vita) e l’inizio dei mesi invernali (la morte), oscuri e freddi.

Quando Giulio Cesare conquistò la Gallia (circa 2070 anni fa) questa festa celtica si integrò nelle usanze romane, che in quel periodo – che si collocava tra la fine del mese di ottobre e i primi giorni di novembre, in base alle zone – celebravano la festa di Pomona, una sorta di ringraziamento per il raccolto, che segnava la fine del periodo agricolo produttivo.

In seguito fu deciso di adottare un’unica data per compiere questa celebrazione: nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre.

Dopo una parziale cristianizzazione dell’Europa, nell’835 Papa Gregorio IV con l’intento di estirpare ogni residuo di paganesimo decise di spostare la Festa di Ognissanti (che prima si teneva il 13 maggio) al primo novembre, per sovrapporla alla vecchia celebrazione pagana.

Tuttavia ciò non bastò a sradicare le antiche usanze, nel X secolo la Chiesa di Roma decise quindi di istituire la Festa dei Morti per il 2 di novembre.

Pur trattandosi di una festa cristiana, durante questa ricorrenza all’epoca oltre che a commemorare le anime dei defunti aveva luogo anche una sorta di carnevale in maschera e, come nella tradizione celtica, si accendevano grandi fuochi.

La Festa delle Ombre è la notte in cui il Velo che separa il mondo dei terreni da quello degli spiriti si assottiglia così tanto da risultare il momento più propizio in assoluto in cui i vivi possono comunicare con i morti.

Le Ombre rappresenta dunque la più importante celebrazione del Culto degli Antenati.

Nella tradizione celtica questo momento segnava anche la fine e, nel contempo, l’inizio dell’anno.

Il 31 ottobre Halloween rappresenta quindi oggi l’aspetto profano, carnevalesco e goliardico – dunque puramente esteriore e materiale – di un qualcosa che è ben più antico e profondo.

Per gli antichi, infatti, la Notte degli Spiriti era un “misterioso momento che non apparteneva né al passato, né al presente, non a questo mondo e nemmeno all’aldilà…”

Si diceva che “tutto è permesso quando la vita e la morte si incontrano, quando l’inizio e la fine si toccano…”

Buone Ombre a chi certe buone usanze le porta ancora nel cuore!

Letteratura di riferimento

Se desideri approfondire ulteriormente l’argomento puoi leggere i seguenti libri:

La Vecchia Religione
Descrive la storia, il folklore e le usanze della Festa delle Ombre.

Vivere la Vecchia Religione
Descrive il rituale per celebrare la Festa delle Ombre, ideale per la pratica solitaria (contiene anche la Chiave di Ecate).

La Visione del Sabba: i Rituali della Wicca
Descrive la storia, il folklore e le usanze di Samhain, e spiega anche il rituale per celebrarlo con altre persone, in gruppo o in congrega.

Striaria: Grimorio di Stregoneria Rituale
Descrive il rito da compiersi la Notte degli Spiriti e contiene anche tutte le pratiche legate al Culto degli Antenati. Ideale per la pratica solitaria.

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Le vere origini di Halloween